Mister Z
MR Z - Napoli, attendiamo sviluppi con l'animo gonfio di speranza
14.11.2023 11:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Come andrà a finire ancora non si sa. Chi sarà il nuovo allenatore del Napoli? Troverà De Laurentiis un accordo con Tudor per affidargli l’ingrato compito di risollevare la squadra e farle ritrovare un gioco perlomeno accettabile? Sono domande alle quali è in pratica impossibile dare al momento una risposta. Certo nelle prossime ore qualcosa accadrà perché non c’è più un minuto di tempo da perdere ed è indispensabile che il nuovo tecnico – chiunque sia – prenda contatto al più presto con l’ambiente in cui dovrà lavorare perlomeno fino a fine stagione e cominci a fare una conoscenza approfondita con i giocatori che non sono stati convocati nelle Nazionali e sono dunque rimasti a Napoli pronti a riprendere gli allenamenti. Purtroppo le speranze di De Laurentiis di aver trovato in Garcia l’erede giusto di Spalletti sono definitivamente svanite nell’arco di soli quattro mesi. Ormai non c’erano più alternative all’esonero del tecnico francese che, probabilmente, avrebbe potuto essere anticipato di qualche settimana, quanto meno dopo la sconfitta interna con la Fiorentina. Il presidente – dopo aver cercato invano di convincere Conte ad accettare la sua proposta - aveva sperato di rimettere la barca in linea di galleggiamento, anche attraverso una sua presenza costante a Castel Volturno e ad una sorta di commissariamento strisciante dell’allenatore. Ma non c’è stato nulla da fare. La sconfitta con l’Empoli (anche in caso di pareggio o addirittura di vittoria, se Kvara avesse segnato a un minuto dalla fine, la situazione non sarebbe cambiata perché il Napoli aveva di nuovo profondamente deluso) è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A De Laurentiis ora non resta altro da fare che una serena autocritica per aver contribuito a smontare un giocattolo, assemblato da Spalletti, che era perfetto. Al presidente non si possono attribuire alcune colpe che non ha (gli addii traumatici di Spalletti, di Giuntoli, di Kim e di Sinatti), ma sicuramente gli si può addebitare l’addio di Lozano, un giocatore che mai come in questo momento sarebbe stato utilissimo, nonché una campagna acquisti votata al risparmio. La rosa proprio per le partenze di Kim e Lozano avrebbe avuto bisogno di essere rinforzata con l’ingaggio di elementi di spessore ed invece la Società ha avuto un atteggiamento minimale, sperando che la buona stella facesse la sua parte facendo esplodere Natan e Lindstrom, e che il nuovo allenatore riuscisse a dare alla squadra personalità e certezze tecnico-tattiche tali da non far rimpiangere il predecessore. Ma le cose non sono andate nel modo sperato. Ora non resta che rimettere assieme i cocci di un vaso prezioso che è andato in mille pezzi e tentare di ottenere il massimo possibile da questa stagione, sia in campionato che in Champions. Il nuovo allenatore, chiunque sarà, avrà di fronte a sé un lavoro duro e difficile. C’è da risollevare la squadra sotto il profilo psicologico e sotto l’aspetto fisico. Poi c’è da far digerire ai calciatori i nuovi riferimenti tattici senza avere a disposizione la determinante fase preparatoria del ritiro precampionato. Attendiamo sviluppi. E assistiamo a tutto ciò con l’animo gonfio di speranza.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine 

 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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14/11/2023 - 11:00

NAPOLI - Come andrà a finire ancora non si sa. Chi sarà il nuovo allenatore del Napoli? Troverà De Laurentiis un accordo con Tudor per affidargli l’ingrato compito di risollevare la squadra e farle ritrovare un gioco perlomeno accettabile? Sono domande alle quali è in pratica impossibile dare al momento una risposta. Certo nelle prossime ore qualcosa accadrà perché non c’è più un minuto di tempo da perdere ed è indispensabile che il nuovo tecnico – chiunque sia – prenda contatto al più presto con l’ambiente in cui dovrà lavorare perlomeno fino a fine stagione e cominci a fare una conoscenza approfondita con i giocatori che non sono stati convocati nelle Nazionali e sono dunque rimasti a Napoli pronti a riprendere gli allenamenti. Purtroppo le speranze di De Laurentiis di aver trovato in Garcia l’erede giusto di Spalletti sono definitivamente svanite nell’arco di soli quattro mesi. Ormai non c’erano più alternative all’esonero del tecnico francese che, probabilmente, avrebbe potuto essere anticipato di qualche settimana, quanto meno dopo la sconfitta interna con la Fiorentina. Il presidente – dopo aver cercato invano di convincere Conte ad accettare la sua proposta - aveva sperato di rimettere la barca in linea di galleggiamento, anche attraverso una sua presenza costante a Castel Volturno e ad una sorta di commissariamento strisciante dell’allenatore. Ma non c’è stato nulla da fare. La sconfitta con l’Empoli (anche in caso di pareggio o addirittura di vittoria, se Kvara avesse segnato a un minuto dalla fine, la situazione non sarebbe cambiata perché il Napoli aveva di nuovo profondamente deluso) è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A De Laurentiis ora non resta altro da fare che una serena autocritica per aver contribuito a smontare un giocattolo, assemblato da Spalletti, che era perfetto. Al presidente non si possono attribuire alcune colpe che non ha (gli addii traumatici di Spalletti, di Giuntoli, di Kim e di Sinatti), ma sicuramente gli si può addebitare l’addio di Lozano, un giocatore che mai come in questo momento sarebbe stato utilissimo, nonché una campagna acquisti votata al risparmio. La rosa proprio per le partenze di Kim e Lozano avrebbe avuto bisogno di essere rinforzata con l’ingaggio di elementi di spessore ed invece la Società ha avuto un atteggiamento minimale, sperando che la buona stella facesse la sua parte facendo esplodere Natan e Lindstrom, e che il nuovo allenatore riuscisse a dare alla squadra personalità e certezze tecnico-tattiche tali da non far rimpiangere il predecessore. Ma le cose non sono andate nel modo sperato. Ora non resta che rimettere assieme i cocci di un vaso prezioso che è andato in mille pezzi e tentare di ottenere il massimo possibile da questa stagione, sia in campionato che in Champions. Il nuovo allenatore, chiunque sarà, avrà di fronte a sé un lavoro duro e difficile. C’è da risollevare la squadra sotto il profilo psicologico e sotto l’aspetto fisico. Poi c’è da far digerire ai calciatori i nuovi riferimenti tattici senza avere a disposizione la determinante fase preparatoria del ritiro precampionato. Attendiamo sviluppi. E assistiamo a tutto ciò con l’animo gonfio di speranza.

 

 

Mario Zaccaria

 

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